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“The Winter’s Tale” by William Shakespeare

The Rome Savoyards and Plays in Rome
Present
The Winter’s Tale
by
William Shakespeare
directed by Sandra Provost
in English

Cast (in order of appearance)
Grant Thompson, Ulan Iskakov, Gregory Garbinsky, Rishad Noorani, Fabiana De Rose, Sébastien Follain, Michael Fitzpatrick, Shelagh Stuchbery, Lydia O’Kane, Asya Bell, Gabriella Spadaro, Harry McCrory, Rick Breco, Edoardo Camponeschi, Nadia Caretto

About the Play
The Winter’s Tale by William Shakespeare, originally published in the First Folio of 1623, was grouped among the comedies but some modern editors have relabeled the play as one of Shakespeare’s late romances. Some critics also consider it to be one of Shakespeare’s “problem plays”, because the first acts are filled with intense psychological drama, while the last ones are lighter and more comedic. This popular play was revived in productions in various forms and adaptations by some of the leading theatre practitioners in Shakespearean performance history. The longest-running Broadway production ran for 39 performances in 1946. One of the best remembered modern productions was staged by Peter Brook in London in 1951 and starred John Gielgud as Leontes. More recently, in 2009, Sam Mendes inaugurated his transatlantic “Bridge Project” directing The Winter’s Tale with an all-star cast. The play is in the repertory of the Stratford Festival of Canada and was seen at the New York Shakespeare Festival, Central Park, in 2010. The Hudson Shakespeare Company of New Jersey presented a production as part of their annual Shakespeare in the Parks series. The action was set in central Europe during the early 1900s era of the Austro-Hungarian Empire. Indeed this was one of the several adaptations of the play, which addresses timeless, universal themes and issues. In 2013 the RSC staged a new production directed by Lucy Bailey which premiered at the Royal Shakespeare Theatre on 24 January 2013.

Presentazione in Italiano
Nell’ambito della rassegna del teatro in lingua originale Inglese al Teatro San Genesio, va in scena dal 31 Gennaio al 5 Febbraio 2017, la singolare rivisitazione in chiave moderna, de Il Racconto d’Inverno, di William Shakespeare, presentata dalla compagnia filantropica e di lingua inglese Plays in Rome/The Rome Savoyards.
La storia narra di Leonte, re di Sicilia (nella versione originale) che ospita nella propria ricca dimora l’amico Polissene ma sospetta ci sia una relazione tra costui e sua moglie Ermione; nemico di se stesso, Leonte ricorda nello stesso tempo, i personaggi di Iago e Otello. Per via della sua gelosia e convinzione, progetta infatti di far eliminare l’amico Polissene. Camillo, uomo di fiducia di Leonte, trovando ingiuste le accuse, riesce a far scappare Polissene, fuggendo assieme a lui. Inferocito dall’accaduto, Leonte accusa pubblicamente Ermione di tradimento, la fa imprigionare e fa esiliare la figlia, appena nata che lui ritiene concepita in adulterio, condannandola a morte certa. A questi già tragici eventi segue il dramma della morte improvvisa di Mamilio, giovane figlio di Leonte ed Ermione. Di conseguenza anche Ermione si accascia per il dolore e a nulla varrà il pentimento del consorte. La storia si sposta nel Tempo e nello spazio e ci si trova, a una distanza di 16 anni. Perdita, la figlia di Leonte, che e’ stata salvata grazie all’intervento della fida Paulina e allevata senza che nessuno sappia delle sue origini, è perdutamente innamorata di Florizel, che e’ proprio il figlio di Polissene, in incognito. Polissene, camuffato, segue il figlio di nascosto e infuriato con lui per avergli tenuto nascosta la relazione con la ragazza, minaccia di morte la famiglia adottiva di lei. I due giovani fuggono di nascosto, consigliati dal fido Camillo e trovano riparo proprio in Sicilia. Qui si svela l’identità di Perdita e si avrà la riappacificazione tra Leonte e Polissene; ma le scoperte e le liete sorprese non finiscono qui….

Tragicommedia o commedia romantica scritta nel 1611 circa, è stata tuttavia considerata a lungo, in passato, semplicemente una commedia o una tragedia a lieto fine.
Ne Il racconto d’inverno possono essere individuate numerose tematiche che guidano ad un’analisi letteraria di notevole complessità. Dal punto di vista drammaturgico, la tragicommedia è nettamente divisa in due parti: i primi tre atti hanno tutti i connotati della tragedia, mentre negli ultimi due la trama si svolge fino al lieto fine. Il sospetto del tradimento, la richiesta dell’avvelenamento, l’inimicizia che esplode tra vecchi amici, la morte di una donna e dei suoi due figli, preparano lo spettatore ad un epilogo tragico. Dal quarto atto in poi, invece, entrano in scena numerosi elementi che modificano la trama: scene bucoliche e pastorali vengono allegramente arricchite da canzoni e danze e personaggi tipici della commedia. La condizione temporale è quindi non solo una necessità narrativa, ma un vero e proprio colpo di teatro: il suo intervento, infatti, fa cambiare il registro portandolo da quello propriamente tragico a quello comico. Allo stesso modo, è sempre lo scorrere del tempo che consente la riconciliazione. Dal punto di vista dei personaggi, si riprendono schemi della commedia classica degli opposti, per i quali i giovani sono contrapposti agli anziani. Come in altre commedie Shakespeariane, il lieto fine coincide con la riconciliazione o la formazione di nuove coppie. Veicolo di svelamento sono i personaggi popolari che si fanno portatori della saggezza e di chiarimenti tra i potenti. Molto presente è poi il tema della natura, che si presenta in scena non solo nelle vesti del Tempo, ma anche nelle bucoliche scene campestri, contrapposte a quelle di città.
Vi sono state numerose rappresentazioni e trasposizioni di successo dell’opera, tra le quali la messa in scena per la regia di Peter Brook nel 1951 e di Sam Mendes nel 2009. Nel 2015 la Kenneth Branagh Theatre Company ha portato in scena al Garrick Theatre una celebre rappresentazione con Judi Dench (Paulina), Kenneth Branagh (Leonte), Hadley Fraser (Polissene), Miranda Raison (Ermione), Tom Bateman (Floritzel), Jessie Buckley (Perdita), Michael Pennington (Antigono), John Shrapnel (Camillo), Jimmy Yuill (Pastore) e Adam Garcia.

La compagnia di lingua Inglese The Rome Savoyards, propone in questa rappresentazione, una contestualizzazione diversa dell’opera, collocandola nella prima parte in una Miami degli anni ’50 e 16 anni dopo, in una tipica comune Hippie. Questa innovativa rappresentazione vuole esprimere come le tematiche affrontate siano universali, senza tempo ed applicabili anche a situazioni apparentemente avulse dal contesto originale ma che al contrario, sono di sorprendente ed efficace applicazione.